Interrogatorio Alla Scrittura III – Incroci di Civiltà
6 aprile
Casa di Reclusione Femminile
Giudecca, Venezia

La terza edizione di IAS nasce dalla collaborazione tra Closer e Incroci di Civiltà, il festival di letteratura internazionale organizzato da Ca’ Foscari giunto all’undicesimo appuntamento. Il nostro evento si inserisce nell’offerta proposta dal festival, allineandosi al suo spirito: il superamento di ogni barriera attraverso il dialogo.

In questa edizione di IAS, che avrà luogo il 6 aprile, l’interrogato sarà Eraldo Affinati: scrittore e insegnante, vive e lavora a Roma dove, insieme alla moglie Anna Luce Lenzi, ha fondato la Penny Wirton, una scuola gratuita di italiano per immigrati.

Il principale obiettivo del progetto IAS è quello di aumentare l’osmosi tra carcere e cittadinanza, ovvero di trasformare il carcere in una realtà non a sé stante all’interno di Venezia, ma una realtà che si fa parte della città e della cittadinanza stessa. IAS offre un’esperienza che si distacca dalle presentazioni classiche, cercando di rompere la routine di ospite e pubblico e permette l’ampliamento dell’offerta della biblioteca carceraria.
L’effettiva partecipazione della comunità cittadina al progetto IAS non è considerata semplicemente un piacevole sottoprodotto ma parte integrante e senso dell’operazione.

Le prenotazioni per questo incontro si apriranno martedì 6 marzo alle ore 14.00: sarà possibile iscriversi ENTRO E NON OLTRE SABATO 10 marzo. L’evento avrà luogo il 6 aprile alle ore 16.00, come sempre all’interno della Casa di Reclusione Femminile della Giudecca.
Per partecipare è necessario iscriversi inviando una email a info@associazionecloser.org, includendo:
– nome e cognome;
– codice fiscale;
– luogo e data di nascita.
I dati sono richiesti dalla direzione per autorizzare l’acceso in Istituto e verranno trattati ai sensi del Dlgs.196 del 30 giugno 2003.
Verranno considerate esclusivamente le prime 50 richieste e verranno escluse quelle incomplete o scorrette. Ogni iscritto riceverà una email di conferma entro 24 ore.

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Interrogatorio Alla Scrittura II
Concluso
Casa di Reclusione Femminile
Giudecca, Venezia

Sabato 25 novembre 2017 alle ore 16 si vedrà la definitiva realizzazione di un progetto su cui Closer sta lavorando da tempo: il secondo appuntamento di IAS — Interrogatorio Alla Scrittura.
L’idea è semplice: IAS vuole offrire un evento letterario ospitato all’interno del carcere femminile della Giudecca, Venezia condotto da persone in stato di detenzione. Per una volta, saranno le donne detenute a “interrogare”. La scelta di definirlo “interrogatorio” è volutamente provocatoria: la serie di domande poste all’ospite, ovviamente, si limiterà alla attività letteraria da traduttrice ed editoriale.
All’incontro potranno partecipare tutte le donne detenute e un gruppo di 50 cittadini che si sono iscritti e che hanno ottenuto i permessi dall’amministrazione del carcere.

Quest’anno a essere interrogata sarà Martina Testa, ex direttrice editoriale di minimum fax, editor di Edizioni SUR, stimata traduttrice (fra gli autori tradotti ricordiamo in particolare David Foster Wallace, Cormac McCarthy, Jonathan Lethem, Jennifer Egan, Kurt Vonnegut). Closer ha scelto una voce femminile per portare la letteratura fra le donne ristrette: non una voce qualsiasi, ma quella di una donna che nel mondo dell’editoria italiana si è distinta come tra le più attive e conosciute.

L’evento è la seconda fase di un progetto iniziato da qualche mese; la prima fase ha visto svolgersi una serie di incontri tra un gruppo selezionato di donne ristrette e i ragazzi di Closer, incontri finalizzati all’organizzazione dell’appuntamento con Martina Testa, quindi a leggere le opere tradotte da Martina e a stabilire i ruoli.
Il principale obiettivo del progetto IAS è quello di aumentare l’osmosi tra carcere e realtà cittadina, ovvero di trasformare il carcere in una realtà non a sé stante, all’interno di Venezia, ma una realtà che fa parte della città e della cittadinanza stessa.
Il secondo scopo di IAS è quello di offrire un’esperienza che si distacca dalla solita presentazione, cercando di rompere la routine di ospite e pubblico. L’operazione dietro all’evento — e il setting stesso — diventano così inconfondibili marchi di fabbrica.
Il terzo scopo del progetto, importante quanto gli altri, è un effettivo ampliamento dell’offerta della biblioteca carceraria: Martina Testa infatti donerà alla biblioteca del carcere alcuni libri.

Hanno collaborato con noi:

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Venezia è un podcast
In corso
Il nuovo progetto di Closer
Venezia
Il racconto di Venezia dal punto di vista dei veneziani e di chi vive e lavora in questa città. Un podcast che nasce a Venezia, insieme ai veneziani, ma vuole parlare a tutti.
Realizzato da Nicolò Porcelluzzi e Leonardo Nadali, prodotto da Associazione Closer.

 

 

I podcast, come le radio libere più di vent’anni fa, sono capaci di costruire un rapporto simbiotico con il loro pubblico di riferimento: dal punto di vista della diffusione poi, i podcast possono raggiungere qualsiasi parte del mondo. È sufficiente una connessione internet. L’idea del podcast si allinea idealmente all’ethos di Closer: “l’arte per chi l’ha sempre desiderato”, la pratica culturale che abilita il dialogo, un soffio vitale in una città che mai come oggi ne ha bisogno.

Venezia è un Podcast nasce per aumentare la consapevolezza intorno alle attività che si svolgono in città – in ambito sociale, ma non solo –, per ricreare un vero senso di comunità: attraverso il racconto della dimensione apparentemente marginale dell’isola, ritrovarsi al centro di uno scambio di idee e speranze. Le idee e le speranze di cui la città ha bisogno.

Venezia è un Podcast affronta qualsiasi aspetto riguardi vivere nella città più famosa del mondo. Nella fattispecie, raccontiamo le vite di chi ancora resiste ogni giorno sull’isola: residenti, studenti e pendolari. Vogliamo dare voce a chi decide di trasferire i suoi progetti di vita a Venezia, incluso chi si trova ai margini della società. Raccontiamo la vita culturale veneziana, dai cenni storici alle esposizioni più all’avanguardia. Diamo voce a chi si occupa di diffondere arte, artigianato, musica ed editoria. Raccontiamo la tradizione culinaria dell’isola, viaggiando nella città dei bacari, registrando interviste e indagini tra cicchetti e frittelle, tentando di tramandare con passione le ricette locali. Raccontiamo gli aspetti meno conosciuti dell’arcipelago lagunare, invitando gli ascoltatori a scoprire le ricchezze naturalistiche che distinguono il complesso ecosistema veneziano.

Gli autori del podcast sono due membri di Closer: Nicolò Porcelluzzi, redattore del Tascabile (Treccani) e lo speaker Leonardo Nadali che, tra le altre cose, è membro dell’organizzazione di Festivaletteratura di Mantova. A essere ospitate sono sia personalità che si sono distinte nei rispettivi ambiti (dal giornalismo all’arte, alla ristorazione e altro), sia le voci della città, residenti e pendolari, pensionati e studenti.

Il nostro pubblico di riferimento sono quindi sia i veneziani che vogliono scoprire di più della città in cui vivono, sia chi vive altrove e vuole conoscere la vita e la cultura cittadina: Venezia è un podcast è fruibile ovunque, in qualsiasi momento, grazie alle possibilità offerte da iTunes e Spreaker. Ogni recensione o valutazione positiva lasciata sulle nostre pagine ci aiuta a diffondere l’azione di Closer e ad aumentare l’impatto delle nostre attività.

Insomma, Venezia è un Podcast nasce a Venezia, insieme ai Veneziani, ma vuole parlare a tutti.

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Interrogatorio Alla Scrittura I
Concluso
Casa di reclusione femminile
Giudecca, Venezia

Un progetto ideato e realizzato da Closer. Interrogatorio Allo Scrittore (IAS) è il primo evento letterario ospitato all’interno delle mura carcerarie e condotto da persone in stato di detenzione: l’iniziativa è stata promossa con il patrocinio del Comune di Venezia. Per quanto riguarda le persone detenute coinvolte il fine ultimo del progetto è l’acquisizione di un forte senso di responsabilità e della consapevolezza della propria individualità davanti all’altro; per quanto riguarda le persone libere, il risultato sperato è un netto ridimensionamento dei pregiudizi riguardo la realtà carceraria attraverso la responsabilizzazione insita nella partecipazione. L’effettiva partecipazione della comunità cittadina al progetto IAS non è considerata semplicemente un piacevole sottoprodotto ma parte integrante e senso dell’operazione. La comunità, chiamata alla partecipazione, in un certo senso si fa carico della riuscita del progetto. Lavoriamo insieme.

Il 15 ottobre si è svolto il primo appuntamento di Interrogatorio Allo Scrittore. La cornice in cui cinque donne ristrette hanno potuto “interrogare” Giorgio Fontana (Premio Campiello 2014 con Morte di uomo felice) è stata la Casa Circondariale – Casa di Reclusione Donne della Giudecca, Venezia. L’evento di ottobre è la seconda fase di un progetto concepito all’inizio dell’anno; la prima fase, inaugurata all’inizio dell’estate 2016, ha visto svolgersi una serie di incontri tra un gruppo selezionato di persone detenute e i ragazzi di Closer. È stata un’occasione per incanalare la creatività dei soggetti ristretti illuminando insieme le tematiche care a Fontana, tematiche affrontate nella sua prosa e negli articoli.

Il riscontro dell’evento è stato decisamente positivo: abbiamo ricevuto molte richieste di adesione e raccolto una cifra importante, da destinare allo sviluppo delle nostre attività e al miglioramento degli spazi ricreativi/culturali del carcere. Al primo appuntamento di IAS hanno partecipato 70 persone libere, 30 donne ristrette, alcune agenti dell’Istituto e la – ormai ex – direttrice Gabriella Straffi.

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Note Indisciplinate
In corso
Casa di reclusione femminile
Giudecca, Venezia

Un progetto ideato e coordinato esclusivamente da Closer in collaborazione con l’associazione Il Suono Improvviso e con la partecipazione di Hard Rock Cafe Venezia, Eko Music Group e hotel Metropole. Note indisciplinate prevede l’organizzazione di workshop mensili di introduzione musicale e educazione al suono, lezioni di musica e percorsi di avvicinamento allo strumento musicale da svolgersi entro le mura dell’istituto penitenziario.

Il sostegno economico da parte di Hard Rock Cafe include il rimborso degli ospiti coinvolti dai laboratori e la riqualificazione di una sala prove all’interno del centro ricreativo del carcere: riqualificazione resa possibile anche dalle chitarre e dalla strumentazione – microfoni, mixer, amplificatori – donata da EKO Music Group. L’hotel Metropole, infine, ha aperto le sue porte ai musicisti coinvolti dai nostri workshop.

Per ora, da fine ottobre 2016 a fine marzo 2017, si sono svolti sei incontri rivolti alle donne e mamme ospitate nel Carcere della Giudecca. Dall’illustrazione della storia del Rock tenuta ottobre da Enrico Ladisa (ex marketing manager di Hard Rock Cafe Venezia) intervallata dalla performance dei musicisti del Suono Improvviso, alla lezione di coro tenuta da Marina Callegari e Michele Peguri.

L’inverno invece ha visto svilupparsi la collaborazione tra Jack Jaselli, musicista milanese, e le donne detenute della Giudecca. Nel primo appuntamento Jaselli ha raccontato cosa significa scrivere una canzone, come viene pensata e creata, a chi appartiene: il cantautore ha eseguito brani del suo repertorio e non, come l’Hallelujah di Cohen, un momento particolarmente sentito dal pubblico del carcere. L’improvvisa alchimia dell’incontro si è concretizzata nella proposta di scrivere una canzone a 62 mani: durante gli incontri successivi infatti, Jaselli ha composto il testo insieme alle donne detenute e, una volta scritta la canzone, l’ha suonata dal vivo all’interno delle mura carcerarie: un altro ricordo indelebile per un pubblico speciale, di cui Closer è stato – orgogliosamente – parte.

Una storia che continua a regalarci grandi soddisfazioni, e che stiamo continuando a scrivere: Note Indisciplinate fa uscire la musica dal carcere.

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